Sportello Donna attraverso l`Incubatore
d`Impresa (realizzato come laboratorio di sperimentazione all`interno del
progetto Now Libera/Mente n. 1536/E2/N/R/Reg.Lomb. e ora in fase di
accreditamento presso l`E.B.N. di Bruxelles) e attraverso il suo centro di
orientamento si propone di lavorare:
- sui soggetti, per supportarli nelle fasi di passaggio verso il lavoro
(da scuola a lavoro, da non lavoro a lavoro, da lavoro a lavoro, da non
lavoro a scelta imprenditiva), nell`ambito dei luoghi di lavoro (nella
valorizzazione dei ruoli professionali, nel rafforzamento delle
professionalità e nella promozione dei percorsi di carriera, nella
ricostruzione di bilanci di competenze, nel reinserimento al lavoro dopo
periodi di assenza dal mercato del lavoro, nell`accompagnamento
all`inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati),
- sui sistemi, per integrare con le competenze specifiche maturate nei
processi di orientamento e ri-orientamento le esperienze e le attività di
altri enti e istituzioni nel favorire condizioni di recupero dello
svantaggio, dentro i contesti professionali,
- sul territorio, per raccogliere elementi di informazione specifica utile
per focalizzare gli interventi orientativi, per circoscrivere i campi
professionali e formativi e coglierne gli elementi di potenzialità per i
destinatari, le destinatarie degli interventi orientativi e di
accompagnamento, per creare sinergie con le imprese, i soggetti datoriali,
istituzionali e sindacali coinvolti nella promozione delle politiche
attive del lavoro e più in generale dello sviluppo economico-sociale.
sportello donna, sin dal settembre 2000, capitalizzando l`esperienza
maturata da now, ha attivato una cooperazione attiva degli attori chiave
(attraverso incontri con enti, istituzioni, imprese, donne e giovani) per
far emergere dal territorio bisogni e potenzialità e per consolidare
processi di collaborazione e modalità di lavoro integrato tra i partners
che vadano oltre la durata della sperimentazione progettuale di equal, per
diventare uno strumento di programmazione condivisa. Lo sportello svolgerà
azione di progettazione, di coordinamento, di valutazione, di messa a
disposizione delle strutture e del know how dell`Incubatore d`Impresa e la
custodia bambini, accompagnando le imprese dalla fase dell`avvio fino al
consolidamento dell`attività imprenditoriale, con la partecipazione
attiva della PS rendendo attiva e duratura la rete territoriale per la
rivitalizzazione economica, sociale e culturale delle zone rurali e dei
quartieri svantaggiati.
La mission dello sportello donna si sintetizza nelle attività di sostegno
e promozione del lavoro femminile e giovanile attraverso azioni di
informazione, formazione, studio e ricerca, orientamento come processo di
educazione alla scelta, sostegno e accompagnamento sia all`inserimento
lavorativo che alla creazione di impresa. per l`inserimento lavorativo
sportello donna opera in sinergia con i comuni e le imprese dei territori
di riferimento attraverso attività di informazione e di preselezione.
nell`ambito della creazione d`impresa ha attivato un Incubatore d`Impresa
che accompagna le donne e i giovani dalla fase dello start- up alla fase
di consolidamento delle attività imprenditoriali erogando servizi di
consulenza specifica (fiscale, contabile, amministrativa, legale),
sostegno nella ricerca delle opportunità finanziarie attraverso
convenzioni realizzate con il sistema bancario locale e le cooperative di
garanzia e l`erogazione di servizi reali quali la possibilità di
usufruire di una segreteria, del fax, del telefono, della fotocopiatrice,
di postazione Internet, di una sala riunione, di una aula formazione,
oltre che di poter disporre di spazi per localizzare la propria attività.
per rendere concreta una politica a sostegno della conciliazione dei tempi
delle donne lavoratrici Sportello Donna ha aperto nel gennaio 2000 una
custodia bambini Ambarabà e realizzato un servizio di baby sitting
qualificato denominato ` Pronto Tata? onlus`.
Ad ottobre 2001 verrà aperta, presso la nuova sede dell'Incubatore, una
nuova custodia bambini, Ambarabà 2.
Sportello Donna ha avviato attraverso il contributo del Ministero
dell`Industria sportelli informativi nei principali comuni della provincia
di Pavia. oltre alla sede nel capoluogo, sportello donna opera presso i
comuni di Vigevano, Voghera, Belgioioso, Landriano, Arena Po, Linarolo,
Magherno, Vistarino, Torre D`Arese, Pieve Porto Morone, San Martino
Siccomario, Chignolo Po, Miradolo Terme, Albuzzano. Gli sportelli hanno
cadenza settimanale e i report semestrali effettuati per il monitoraggio
evidenziano una percentuale di successo del 30% ( su 100 utenti, il 30%
sfocia in opportunità lavorative).
Nell`ambito del progetto interregionale Recife lo Sportello Donna è
sportello operativo di 32 comuni della provincia e si stanno avviando
azioni di progettazione comune per rendere concreta la rete provinciale
dei centri di parità. Sportello Donna è centro C.O.R.A. (Centri
Orientamento Retravailler Associati) e svolge attività di orientamento e
di formazione ai formatori, in collaborazione con Università, Ufficio
Scolastico, Scuole. In quanto centro C.O.R.A. fa parte della rete europea
E.W.A. (Europe Work Action) e svolge azioni congiunte nell`ambito di
partenariati transnazionali (progetti Leonardo, Socrates, Grundtving).
La maggioranza dei partners ha realizzato attività congiunte e
partenariati locali per l`orientamento, la promozione e il sostegno
all`occupazione femminile e giovanile:
- con i comuni è stata avviata l`operatività del progetto interregionale
Recife e la costituzione, presso le sedi municipali, dei centri locali di
parità per l`integrazione delle donne nella vita economica e sociale
(avvio autunno 1998, tutt`ora in corso per la definitiva strutturazione
del centro risorse regionale) presso i comuni partners è attivo un
sportello informativo e di orientamento dello sportello donna a cadenza
settimanale,
- con il consorzio "Crescere insieme" si sono avviate esperienze
nell`ambito dell`orientamento dei giovani attraverso la realizzazione del
1° salone dell`orientamento Zac che si è realizzato a Pavia nel marzo
del 2001,
- con l`Università di Pavia e` stato realizzato un percorso di formazione
ai formatori denominato "una professionalità per l`orientamento"
che si e` realizzato tra febbraio e giugno del 2001 ed e` tuttora in corso
la fase di valutazione. i risultati saranno presentati in un convegno
organizzato per il 4 settembre. sono in corso collaborazioni su misure
comuni di orientamento, formazione e diffusione della cultura di genere,
- con l`Ufficio Scolastico Provinciale e le scuole partners del progetto
si e` avviato un laboratorio di creazione di impresa protetta con
l`ausilio di Ig Students durante l`anno scolastico 2000-2001. nella
provincia di Pavia sono state avviate 8 imprese.- con la CCIAA (e il Punto
Nuova Impresa) e` attivo, dal 1997 un rapporto di stretta collaborazione
per la promozione dell`imprenditoria femminile che si e` concretizzato
nella costituzione del comitato e nel partenariato all`interno del
progetto Now-Occupazione "libera\mente" di creazione d`impresa.
(avvio settembre 1997, termine dicembre 2000).
- con Gender Soc.Coop. arl e` stata avviata la valutazione congiunta e il
monitoraggio di un progetto operativo multiregionale `donne protagoniste
dello sviluppo locale` realizzato dalla provincia di Pavia, dal comune di
Milano e dal comune di Torino, finanziato dal dipartimento delle Pari
Opportunità della presidenza del consiglio. Sportello Donna e` stato
attuatore del progetto della provincia di Pavia: avvio, novembre 1999,
termine novembre 2000.
Le indagini sulla realtà della provincia di Pavia rimandano a due
immagini in apparenza contrapposte della situazione locale: all`immagine
della provincia come area di relativo benessere economico si contrappone
quella di un territorio in cui il dinamismo delle attività economiche
appare di gran lunga inferiore rispetto alla realtà regionale. Il valore
aggiunto provinciale è pari a 29,3 milioni di lire pro capite nel 1999 e
si colloca al 60° posto tra le provincie italiane, contro una media
regionale di 41,8 milioni di lire. Pavia (insieme a Sondrio e a Mantova)
si colloca sotto la soglia dei 30 milioni pro capite. Inoltre la provincia
di Pavia (con Mantova) e` l`unico territorio lombardo nel quale il valore
aggiunto risulta inferiore al reddito disponibile.
La valutazione dell`evoluzione del dato nel tempo conferma il basso
livello di crescita del valore aggiunto tra il 1991 e il 1999: il dato si
è attestato al 33,2% contro una media regionale del 38,8%. anche le
ultime elaborazioni confermano l`elemento più appariscente per il
contesto economico pavese: la forbice tra reddito e produzione. Il reddito
disponibile nel 1998 è stato pari a £. 29,8 milioni pro capite, contro
una media nazionale di 25,6 milioni di lire. Pavia si colloca al secondo
posto della graduatoria regionale dopo Milano dove il dato è di 34,5
milioni di lire. I dati relativi ai depositi bancari fanno emergere la
presenza di una ingente ricchezza finanziaria pro capite, con 20,8 milioni
di lire contro una media nazionale di 19,8. Tuttavia questo reddito viene
prodotto in misura significativa fuori provincia o proviene da attività
non produttive.
L`indagine ISTAT sulle forze di lavoro evidenzia a livello nazionale un
aumento dell`1,9% delle persone occupate, in ambito regionale l`incremento
è solo dell`1,1%. tali segnali non trovano però riscontro nel territorio
provinciale.
I dati relativi al 2000 evidenziano un tasso di occupazione provinciale
del 45,7% contro un tasso regionale del 49,6 e il dato nazionale del
43,1%. il tasso di disoccupazione per la provincia di Pavia si attesta al
5,0% contro un tasso regionale del 4,4% e un tasso nazionale del 10,6%.
alcune elaborazioni su dati del centro provinciale dei servizi di
rilevazione degli iscritti al centro per l`impiego e della popolazione
residente in età attiva per l`anno 2000 evidenziano un tasso di
disoccupazione provinciale del 6,7% che per le femmine si attesta all`8,9%
(il dato del 10,6% per il centro per l`impiego di Voghera è dell`8% per
Vigevano, è dell`8,7% per Pavia). I dati di stock disponibili al
31\05\200\ che si riferiscono alla durata della disoccupazione (in
funzione del titolo di studio e delle classi di età) evidenziano un
valore complessivo per le giovani donne in età compresa fra 18 e 24 anni
di 1214 unità contro un valore maschile di 752 (il 62% delle donne sul
totale che aumenta per i giovani disoccupati di lungo periodo al 69%) per
le giovani donne diplomate il dato diventa ancora più appariscente e si
attesta al 72%. nella fascia di età compresa fra i 25 e i 39 anni il dato
femminile rappresenta, per l`intero territorio provinciale il 74,7% (il
75,7% se si considerano le donne di questa fascia di età con diploma di
maturità). Nella rilevazione del centro per l`impiego di vigevano lo
stesso parametro si attesta al 78%. la consistenza delle imprese evidenzia
un valore di 92,60% imprese per 1000 abitanti contro un valore regionale
del 96,75% e un valore nazionale del 98,80%. il tasso di crescita delle
imprese è dello 0,63% contro un valore regionale dell`1,85% ed un valore
nazionale dell`1,52. rispetto alla Lombardia la realtà pavese appare
ancora decisamente più agricola, leggermente meno industriale e meno
terziarizzata ma in evoluzione verso un assetto più orientato al
terziario non tradizionale. la provincia di Pavia emerge come una realtà
`al bivio`, in fase di riflessione, segnata da fenomeni di precoce de
industrializzazione degli anni `70 e delle successive crisi negli anni `90
con un settore terziario tradizionale oggi in fase di stagnazione con
qualche apertura nel terziario avanzato. all`interno di questo quadro
socio economico il problema di discriminizzazione che più sembra emergere
è attinente al lavoro e alla sua mancanza: da qui da un lato la necessità
di ricollocare la forza lavoro espulsa dall`industria e di collocare le
giovani donne e i giovani maschi con diplomi (poco spendibili sul mercato
del lavoro) che abbiamo visto essere maggiormente penalizzati tra i
disoccupati, dall`altro la necessità di ricreare le condizioni per ridare
dinamicità a una realtà economica statica, attraverso lo sviluppo di
nuovo spirito imprenditoriale nei settori emergenti: new economy, turismo,
valorizzazione e tutela dell`ambiente, artigianato d`arte, servizi di
persona e alle imprese. la mancanza di lavoro e di prospettive concrete
genera criticità attinenti al disagio giovanile e ai minori a rischio,
soprattutto nelle zone periferiche, nei comuni dell`Oltrepò e della bassa
pavese dove si registra anche un`altissima dispersione scolastica. ma la
mancanza di lavoro crea soprattutto nuova povertà che si manifesta
nell`aumento dei senza fissa dimora e al riciclo della forza lavoro,
soprattutto femminile, in settori di terziario precario e a bassa
qualifica. accanto a queste considerazioni di carattere micro-economico
appare in generale evidente come i processi di globalizzazione, le nuove
tecnologie, l`internalizzazione dei mercati. stiano profondamente
cambiando la struttura del mercato del lavoro, l`organizzazione interna ed
esterna delle imprese, la richiesta e la definizione dei profili
lavorativi necessari a fronteggiare richieste sempre più pressanti ed
innovative con competenze tecnologiche e relazionali complesse. questi
fenomeni se da un lato potrebbero aprire degli spazi per una presenza
qualificata di donne portatrici di competenze "femminili" (d`accoglienza,
di ascolto, di relazione, di attenzione, di dialettica nel problem solving),
dall`altro crea ulteriori condizioni di discriminazioni nei confronti
della componente femminile della forza, lavoro: scarto tra preparazione in
ingresso e in itinere e compiti da fronteggiare, segregazione verticale e
orizzontale tra chi ha il titolo e chi non lo ha, tra chi si può formare
e chi non ha accesso a formazione innovativa, tra chi ha titoli obsoleti
(donne) e chi ha potuto diversificare nel tempo la sua preparazione
(uomini), richieste di forme di mobilità continua che danneggiano donne
adulte con carichi familiari o anche giovani donne che intendono avviare
una vita di coppia. persistono fattori negativi quali: la ineguale
divisione di carichi familiari per uomini e donne; la mancanza di servizi
per supportare la presenza nel lavoro delle donne; la mancanza di
incentivi o bonus per rendere praticabile per giovani coppie la cura dei
figli; la scarsa diffusione di forme di lavoro più flessibili ed attente
ai bisogni individuali (part time, tele lavoro, job sharing ...); la
rigidità degli orari delle città; il radicamento di stereotipi e
metodologie tradizionali nell`erogazione dei servizi soprattutto quelli
bancari. una possibile soluzione per far fronte al mercato fenomeno della
disoccupazione femminile e giovanile, (sperimentata in precedenti
esperienze progettuali di creazione di impresa femminili all`interno di un
Incubatore d`Impresa) che ha dato origine alla PS qui presentata, è
quella di promuovere, in collaborazione con gli enti locali e le
istituzioni scolastiche e gli attori del territorio la creazione di una
nuova imprenditorialità per donne e giovani attraverso la costituzione di
imprese sociali che siano in grado, in base alle vocazioni delle singole
aree, di ridare dinamismo alla provincia, di offrire ed erogare servizi
socio-assistenziali-formativi a bambini, adolescenti, anziani ed anche
nuovi servizi al sistema delle imprese, avviare uno sviluppo economico
compatibile con gli obiettivi di coesione sociale e favorire la
conciliazione dei tempi di vita degli uomini e delle donne.
Le linee strategiche che persegue questo programma rispondono ai seguenti
ambiti fondamentali:
1- stimolare e diffondere politiche dell`occupazione e di lotta contro
l`esclusione sociale e la povertà
2- sperimentare modalità innovative di lotta alla disoccupazione
femminile e giovanile attraverso la creazione di imprese sociali
3- identificare buone prassi nell`area della lotta contro l`esclusione e
la disoccupazione
4- estendere il dibattito pubblico e quindi sensibilizzare l`ambito
poliitco nelle zone svantaggiate, assegnado ai comuni, anche quelli di
piccole dimensioni, il ruolo di creazione d`occupazione.
5- rafforzare le sinergie tra gli amministratori e i cittadini nella lotta
contro l`esclusione sociale
6- diffondere e promuovere politiche di mainstreaming
7- diffondere attraverso la learning organization i principi cardine della
società dell`informazione
8- attivare azioni positive per la diffusione circolare delle pari
opportunità e prevedere azioni innovative per la conciliazione dei tempi
delle donne imprenditrici.
L`idea progettuale proposta dalla PS rappresenta un luogo ideale di
incontro tra diversi fattori rilevanti nella definizione di processi e
strategie finalizzate a coniugare, a livello locale e a livello
transnazionale le politiche per lo sviluppo con le politiche per
l`occupazione: il contesto organico dell`intervento si colloca in una
ridefinizione del Welfare nel quale i servizi alle persone diventano
garanzia di qualità della vita, favoriscono la conciliazione tra lavoro e
famiglia, facilitano la flessibilizzazione del lavoro.
Nella realtà economica della provincia di Pavia caratterizzata da una
forte densità di piccole iniziative imprenditoriali occorre intervenire
con iniziative concertate tra gli attori chiave del territorio e anche
attraverso la creazione di reti lunghe di cooperazione con realtà
produttive simili.
L`economia sociale si dovrà sviluppare attraverso l`interazione tra il
pubblico e il mondo imprenditoriale.
Quali caratteristiche strategiche hanno le imprese sociali nel modello che
si svilupperà intorno alla PS Immagin@zioni? Innanzitutto esse promuovono
l`autonomia dei soggetti, non solo i soggetti svantaggiati ma anche le
categorie a rischio di esclusione perchè in possesso di abilità
professionali non più spendibili sul mercato del lavoro tradizionale:
esse sviluppano la dimensione democratica all`interno dell`impresa dov'è
forte la compartecipazione di tutti i lavoratori alla gestione, esse
sviluppano una particolare forma di responsabilizzazione diretta dei
soggetti svantaggiati. le imprese sociali sono innovative perchè danno
rilevanza ai nuovi bisogni ( individuali e collettivi) e innovativo è il
metodo utilizzato per l`individuazione dei bisogni, metodo che coinvolge i
soggetti che agiscono per lo sviluppo del territorio attraverso forme di
partenariato locale: per garantire la sopravvivenza del modello ipotizzato
occorre, prevedendo le linee di sviluppo della proposta progettuale,
immaginare il nuovo scenario di riferimento che sarà caratterizzato dalla
progressiva privatizzazione della gestione delle politiche pubbliche di
Welfare. È quindi prevedibile un rafforzamento delle propensioni di
delegare la responsabilità di settori crescenti delle politiche pubbliche
alle imprese sociali. Il crescente pluralismo degli attori delle politiche
di Welfare rende inevitabile definire i criteri di qualità e di efficacia
dei servizi e gli strumenti che consentano ai diversi soggetti di
comunicare tra di loro, sperimentando forme innovative di progettualità
condivisa e creare una rete tra i servizi pubblici essenziali e le reti di
solidarietà. La riflessione sui nessi logici tra l`obiettivo generale e
le attività programmate si sta sviluppando intorno alle seguenti macro
azioni:
- ricerca\monitoraggio\studio sui fabbisogni dei servizi alla persona e
alle imprese localizzate nei territori di riferimento. emersione di
particolari meccanismi di spin off,
- ricerca sulle caratteristiche qualitative della disoccupazone femminile
e giovanile e dell`offerta di lavoro,
- ricerca e analisi di buone prassi sull`offerta di servizi sociali ed
educativi nelle aree rurali ed urbane con caratteristiche di criticità e
disagio sociale con attenzione a modelli di servizi che incidono sul
miglioramento della qualità della vita e sulla conciliazione tra tempi
della città e tempi di vita e di lavoro degli uomini e delle donne,
- strutturazione di una mappatura delle opportunità imprenditoriali con
particolare attenzione alle storie e alle vocazioni dei singoli territori,
- ricerca e studio sui fabbisogni formativi dei beneficiari finali per
progettare nuovi modelli di formazione e assistenza adeguati all`avvio
delle nuove imprese sociali,
- modellizzazione di percorsi innovativi di orientamento alla scelta
impreditoriale (ricerca e consolidamento della motivazione alla creazione
d`impresa sociale, assunzione del ruolo e dell`identità ),
- sperimentazione di percorsi formativi per la creazione di imprese
sociali, che sappiano da un lato privilegiare la specificità della
componente femminile in percorsi Gender Oriented e dall`altro cogliere le
caratteristiche peculiari dell`impresa sociale entro la quale favorire
l`inserimento dei soggetti deboli e nello stesso tempo operare sul mercato
competitivo,
- accompagnamento alla creazione d`impresa sociale attraverso la struttura
già esistente dell`Incubatore d`Impresa dello sportello donna, nato con
il progetto NOW (per il quale sono state avviate le procedure di
accreditamento per diventare BIC - Business Innovation Centre).
all`interno dell`Incubatore verrà sperimentato un centro di eccellenza
per lo sviluppo dell`impresa sociale e verranno erogati servizi di
accoglienza, anche fisica in spazi definiti, servizi reali di segreteria,
Internet, telefono, oltre che consulenze specifiche in materia fiscale,
contabile, amministrativa, legale, finanziaria.
il centro di eccellenza favorirà la creazione di un network fra le
imprese sociali:
- promozione di percorsi di sostegno attraverso azioni di tutoraggio e di
mentoring da parte di imprenditori che operano o che hanno operato in
settori similari, con l`aiuto concreto e la partecipazione attiva delle
associazioni di categoria che hanno aderito alla PS,
- sperimentazione di imprese protette all`interno delle 5 scuole medie
superiori che hanno aderito alla PS, con la supervisione dell`Ufficio
Scolastico Provinciale per favorire da un lato una vera formazione
imprenditoriale e manageriale in percorsi strutturati non alternativi ma
paralleli e complementari ai tradizionali percorsi scolatici con
l`applicazione della metodologia del learning by doing, le imprese che
verranno create all`interno degli istituti saranno virtuali per i tre anni
di durata del progetto ma diventeranno reali quando si diplomeranno i
primi formati. le neo imprese avranno avuto il tempo, durante gli anni di
sperimentazione, di superare l`impatto con il mercato e di garantire le
condizioni di sopravvivenza e di successo. Ogni scuola ha già avuto modo
di riflettere sul settore di attività in cui collocarsi tenendo conto
della propria localizzazione territoriale, dello specifico indirizzo
formativo e delle indicazioni comunitarie per favorire lo sviluppo della
società dell`informazione.
- creazione di figure professionali intermedie a supporto del tavolo di
coordinamento e per la realizzazione di attività di orientamento e di
formazione da realizzarsi presso le scuole e presso l`Incubatore,
- realizzazione di un `Incubatore virtuale on line` per facilitare i
percorsi formativi e di accompagnamento dei beneficiari con particolare
svantaggio psichico e fisico,
creazione di imprese educative e di imprese di transizione per i soggetti
con disabilità psichiche e con problemi di dipendenza, sperimentazione di
attività di orientamento che si svilupperà prevalentemente attraverso la
partecipazione a laboratori pratici per aggiornare le competenze
acquisite, mediante la definizione delle strategie di scelta, degli
interessi e delle aspettative individuali nella rielaborazione del proprio
progetto di vita e di lavoro e nella revisione del proprio modello
esistenziale,
- sperimentazione di attività di marketing sociale da parte degli attori
chiave del progetto, consapevoli della positiva ricaduta dell`iniziativa
sul territorio di riferimento,
- creazione delle condizioni per il passaggio ad un`economia digitale
basata sulla conoscenza, in grado di migliorare la qualità della vita dei
cittadini e l`ambiente. ogni cittadino dovrà possedere le competenze
necessarie per vivere e lavorare nella nuova società dell`informazione.
È prevista la realizzazione di una rete telematica presso tutti gli
attori del partenariato e la conseguente messa a disposizione nelle
diverse aree, di un cospicuo numero di postazioni telematiche per
l`utilizzo di Internet da parte del maggior numero di utenti. in tal senso
è pensata la creazione di una cooperativa di giovani finalizzata
all`alfabetizzazione informatica nelle aree rurali e nei quartieri
svantaggiati.
La previsione di un tavolo di coordinamento delle iniziative, di un
ufficio di gestione del progetto permetterà ai partners di essere
protagonisti attivi dell`iniziativa comunitaria, di creare una rete
provinciale stabile che sarà in grado di utilizzare strumenti e
metodologie anche per future altre iniziative ed in altri contesti. la
rete produrrà effetti positivi anche sul sistema del Welfare, con le
ricadute previste sull`erogazione di nuovi servizi di qualità e garantirà
la sostenibilità delle neo-imprese. L`attività valutativa ha due
obiettivi strategici:
1- costruire con i diversi soggetti operanti nell`iniziativa (destinatari/attuatori/partners)
un percorso condiviso e partecipato di valutazione, in continuità e a
sostegno dell`azione per giungere al termine del percorso con una
rappresentazione condivisa dei risultati in termini di cambiamenti
avvenuti, basata sull`autovalutazione e co-valutazione da parte di tutti i
soggetti coinvolti.
2- raccogliere, sulla base delle attività di auto\co-valutazione,
elementi per un bilancio finale sugli output principali del progetto:
a- gli esiti in termini di scelte formative, imprenditoriali, personali
per i destinatari,
b- gli esiti in termini di individuazione dei punti di forza\criticità
rispetto al conseguimento dei risultati, delle metodologie di intervento
verso i beneficiari del progetto e delle operazioni di interazione con il
territorio;
c- gli esiti a livello dell`innovazione delle metodologie della
valutazione (indicatori, strumenti, procedure di lavoro).
Durante le fasi iniziali della ricerca, oggetto di analisi saranno gli
elementi relativi All`individuazione dei bisogni dell`utenza. per quanto
riguarda i beneficiari saranno poi realizzati laboratori auto\co-valutativi
per ogni realtà territoriale al termine della fase di orientamento, della
fase di formazione imprenditoriale e della fase di start up dell`impresa
con lo scopo di favorire un ruolo attivo dei soggetti anche nel momento
della valutazione, coinvolgendoli nella definizione del percorso. oggetto
di analisi saranno:
1- la valutazione dei risultati conseguiti rispetto agli obiettivi e ai
risultati attesi;
2- la valutazione delle modalità di realizzazione dell`intervento,
3- gli aspetti individuati come punti di forza o come punti di criticità.
le modalità innovative di valutazione dei risultati dell`intervento
assumono una caratterizzazione sperimentale in quanto funzionale alla
qualità dell`intervento rivolto ai beneficiari, integrandosi con le altre
metodologie utilizzate all`interno delle attività di orientamento,
formazione e accompagnamento per sostenere, nell`ottica di una
autopromozione professionale e sociale dei soggetti beneficiari, anche lo
sviluppo delle loro capacità auto e co-valutative.
Il tavolo del coordinamento diventa uno spazio-contenitore per una
rilfessione sistematica e continuativa sul percorso e i processi che si
sviluppano durante l`iniziativa, ottimizzando l`impegno profuso nella
verifica sia da parte dei sogetti attuatori e partner che da parte dei
beneficiari finali dell`intervento. Il progetto persegue l`obiettivo di
contestualizzare sistematicamente l`intervento all`interno del sistema
degli attori presenti nelle diverse realtà territoriali. Questa scelta
rende significativo leggere gli esiti raggiunti alla luce dei processi
organizzativi ed operativi (azioni di processo) e delle attività di
raccordo con il sistema locale (azioni di contesto) che avranno permesso o
eventualmente reso più difficoltoso il raggiungimento dei risultati. la
scelta di sperimentare modalità innovative per valutare i punti di forza
e di criticità dell`intervento consentirà di definire proposte di lavoro
trasferibili in situazioni analoghe. saranno realizzati:
1- focus group al tavolo del coordinamento per la definizione di un
bilancio auto\valutativo sugli esiti intermedi e finali, effettuato sulla
base della restituzione degli elementi emersi nei laboratori con i
beneficiari;
2- momenti di `osservazione partecipante` al tavolo del coordinamento;
3- tre momenti di restituzione allargata dei risultati rilevati nei
laboratori con i beneficiari per uan co-valutazione tra tutti gli attori
coinvolti nella PS da organizzarsi durante un seminario intermedio di
preparazione dei convegni transnazionali e locali sul progetto;
4- un momento di restituzione dei risultati e di co-valutazione allargata
anche ad altri soggetti significativi del territorio in seminari locali di
presentazione degli esiti del progetto.
Oggetto di analisi saranno:
a- la valutazione dei risultati conseguiti rispetto agli obiettivi e ai
risultati attesi;
b- la valutazione delle modalità di realizzazione dell`intervento;
c- la valutazione degli aspetti individuati come punti di forza o come
punti di criticità.
I focus group, i laboratori e l`ossevazione partecipante saranno
realizzati sulla base di griglie strutturate per aree tematiche e fuochi
di attenzione. La cultura di innovazione partecipata che caratterizza il
progetto avrà effetti positivi soprattutto sulle piccole realtà perchè
favorirà il loro coinvolgimento nei processi decisionali e diventerà
momento pedagogico di apprendimento di strumenti e metodologie
riproducibili in latri contesti futuri. Le modalità innovative di
valutazione dei risultati dell`intervento assumono una caratterizzazione
sperimentale in quanto è funzionale ai criteri di innovazione partecipata
a livello di sistema territoriale, proponendo occasioni di elaborazioni e
confronto fra tutti gli attori coinvolti.
Il percorso progettuale risponde alle esigenze del territorio e ai
problemi che ne ostacolano lo sviluppo economico. La rete promuove lo
sviluppo economico attraverso l`incentivazione e il rafforzamento
dell`imprenditorialità locale anche attraverso l`individuazione dei nuovi
bacini d`impiego a potenziare sviluppo occupazionale, creando, nello
stesso tempo, una forte ricaduta sul miglioramento della qualità della
vita per la comunità . Lo sviluppo del territorio passa attraverso
l`attivazione di nuovi servizi volti a sostenere le neo imprese nella fase
di start-up e a promuovere l`autoimprenditorialità rafforzando
motivazioni, competenze e autonomia progettuali dei beneficiari finali con
i contributi diversi ma complementari degli attori della rete. La proposta
progettuale riveste carattere innovativo su tre livelli, relativamente:
1- al processo: attraverso lo sviluppo di una nuova metodologia di
valutazione, di una formazione imprenditoriale `Gender Oriented`, di un
approccio all`orientamento che si basa sulla centralità dei soggetti, di
uno strumento innovativo quale "l`Incubatore Virtuale", di un
modello learning enterprise, di un modello di centro per eccellenza di
sviluppo e sostegno dell`impresa sociale, di un nuovo modello di bilancio
sociale,
2- agli obiettivi delle azioni intraprese: attraverso l`identificazione di
nuove competenze femminili e lo sviluppo di nuovi ambiti occupazionali che
emergerà dalla mappatura delle opportunità imprenditoriali sull`analisi
delle vocazioni territoriali su specifica richiesta di nuovi servizi
sociali da parte dei comuni e su specifico mandato del sistema delle
imprese in seguito all`innescarsi di meccanismi di terziarizzazione e di
spin off,
3- al contesto: attraverso lo sviluppo di un sistema di "imprese
protette" in ambiti scolastici, in relazione con il sistema regionale
della formazione e il sistema nazionale dei crediti formativi, attraverso
lo sviluppo di un sistema di accreditamento delle imprese sociali (e la
conseguente definizione di `standard qualitativi`) attraverso lo sviluppo
di un nuovo sistema di definizione dei criteri e delle modalità degli
appalti pubblici di servizi sociali/educativi/formativi, attraverso lo
sviluppo della rete degli attori locali per favorire la sostenibilità
delle imprese create e per promuovere, in particolare un favorevole
accesso al credito. L`attività progettuale prevede un'azione sistemica
trasversale di diffusione dei principi sanciti dalle direttive comunitarie
e nazionali in tema di società dell'informazione. Immagin@zioni,
ispirandosi alla filosofia di Equal, rappresenta attualmente per il
territorio di riferimento l`unico strumento di intervento completo che
incide su un target complesso e problematico, connotato da un approccio
integrato che fa rete con una pluralità di soggetti con competenze, ruoli
diversi ma complementari fra di loro, in grado di innovare il rapporto tra
le politiche sociali e le politiche attive del lavoro.
Durante il lavoro svolto per la costruzione della partnership di sviluppo
geografica abbiamo avviato una serie di contatti con strutture europee che
stavano progettando una PS per Equal. In particolare abbiamo ritenuto
rilevanti due contatti con:
1. il gruppo di sviluppo di Leòn (Castilla/Leòn) con il quale abbiamo
steso un documento di cooperazione transnazionale che si basa su:
- la definizione di un piano di lavoro sulle attività previste,. i ritmi
di lavoro e le responsabilità di ogni partner,
- l`applicazione di metodologie comuni nel processo di orientamento,
formazione e accompagnamento alla creazione di impresa;
- attivazione di processi di valutazione in itinere;
- interscambio dei formatori e dei beneficiari finali,
- definizione di meccanismi di collaborazione permanenti e durevoli
utilizzando le nuove tecnologie.
Le caratteristiche del partner e della loro PS oltre che all`idea
progettuale risultano ben complementari alle nostre iniziative in quanto:
- gli attori chiave del territorio sono consapevoli di attivare una
partecipazione attiva;
- la rilevazione dei bisogni è stata attuata con frequenti e numerose
riunioni con il gruppo dei partner locali;
- i beneficiari finali sono donne e giovani disoccupati oltre che disabili
fisici e psichici,
- la misura di intervento riguarda la creazione di imprese sociali
attraverso azioni di tutoring e programmi formativi in via telematica a
favore dei disabili,
- attivazione di un sistema di valutazione continua, anche con l`ausilio
di un valutatore esterno.
2. Il governo regionale dell`Andalucìa con il quale è stato siglato un
accordo di massima per avviare azioni transnazionali nell`ambito del
progetto `Almerìa Emprende`, collocato nel pilastro dell`imprenditorialità
tematica ben definita intorno ai processi di creazione d`impresa, allo
sviluppo dello spirito imprenditoriale alla attivazione di un centro
risorse per la creazione d`impresa dove dare sostegno alle neo-imprese
anche attraverso strumenti finanziari alternativi. utilizzo delle nuove
tecnologie dell`informazione della comunicazione. anche in questo caso le
caratteristiche del partenariato di sviluppo attivato in Andalucìa (la
città di Almerìa, il consiglio provinciale le organizzazioni datoriali e
sindacali, l`asempal) ben si strutturano con la PS qui presentata. La
collocazione dell`iniziativa nel pilastro dell`imprenditorialità
l`attivazione di misure di sostegno alla creazione di impresa all`interno
di un centro risorse ben si addicono alla struttura dell`iniziativa
immagin@zioni. Le esperienze pregresse ci hanno insegnato a condividere
progetti comunitari con partner aventi obiettivi comuni, un piano di
lavoro ben definito, sorretti da un buon partenariato locale e con la
definizione di un budget congruo.
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