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E' in crescita in ogni Paese europeo la richiesta di interventi orientativi:
- perché sono continue le trasformazioni
produttive ed aumenta la richiesta di profili professionali, sia tradizionali che
innovativi, centrati su competenze tecnicamente forti, ma accompagnati sempre più da una
buona consapevolezza individuale e da una capacità relazionale, che le presone alla
ricerca di lavoro spesso non sanno valorizzare;
- perché è in ripresa la produttività, ma
si allarga la forbice tra chi lavora e chi è costretto ad un precariato costante o,
peggio, è colpito da provvedimenti di espulsione dal mercato;
- Aumentano i disoccupati, gli occupati a
rischio, in concorrenza con i giovani che fanno fatica nel primo inserimento. Si
stabilizzano nel mercato del lavoro soggetti "nuovi" come le donne, gli
stranieri, gli adutli in fase di ricollocazione, che portano problematiche e bisogni del
tutto inediti;
- perché, nonstante i forti cambiamenti in
atto, si assiste ancora in Italia ad un evidente scollamento tra formazione e lavoro, con
una penalizzazione dei ragazzi e delle ragazze che oggi si trovano ad avere conoscenze
teoriche anche avanzate, di cui però non sanno cogliere né il valore di trasferibilità
nel lavoro né la direzione verso cui applicarle;
- perché un numero sempre maggiore di
persone entra ed esce dall'occupazione stabile per necessità o per una possibilità di
scelta di nuovi percorsi di lavoro e di formazione. Aumenta la richiesta di un'educazione
permanente da parte di tipologie di persone molto diversificate, che sono ragazzi, donne
giovani e adulte in inserimento, reinserimento, riconversione professionale, uomini in
passaggio da non lavoro a lavoro, da lavoro a non lavoro, che insieme a rifugiati,
extra-comunitari, utenze svantaggiate, si trovano ad affrontare scelte complesse e che
chiedono sostegno alla transazione professionale
Nella cultura e nella pratica di C.O.R.A.
l'orientamento si configura come un'occasione strutturata di formazione, intesa come
processo centrato sulla persona, in cui l'operatrice aiuta il soggetto ad analizzare e
capitalizzare il proprio potenziale:
- per effetuare scelte (orientamento
aperto);
- per supportare e accompagnare percorsi e
scelte professionali già in atto (formazione orientativa);
Inquesto senso l'orientamento
professionale può e deve acquistare un ruolo strategico di interconnessione:
- tra il soggetto e le sue opinioni di
scelta, tra le scelte individuali e i contesti in cui si situano;
- tra le reti istituzionali e locali
preposte alla politica del lavoro;
- tra le persone e la domanda lavorativa
esplicita e a volte implicita presente nel territorio.
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